Ramingo

by Davide Ravera

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1.
02:32
Non si vedono ma si sentono soprattutto se ci sbatti il capo e non hai il capo sottovento Lieve è la vita tra le cicale e anche il marciapiede non fa male sotto il cielo lisca-di-luna Sto nell’ultima casa della strada ma non è l’ultima strada della vita e domani è un muro bianco da colorare “Non le senti, le tue radici? E perché non vieni a vivere sul mare? Tante onde da raccontare” Sono stanco della pianura Voglio un credito di ninnoli e fortuna per le vite dimenticate Sto nell’ultima casa della strada ma non è l’ultima strada della vita e domani è un muro bianco da colorare Sto nell’ultima casa della strada e se è l’ultima strada della vita domani è un mare calmo da attraversare da ricordare da colorare da raccontare
2.
04:16
Sono nato lupo, cresciuto ramingo e non capisco le regole del branco E se a volte mi fermo è solo per la carne di una femmina, o per mangiare quando ormai è tardi Sono nato lupo, cresciuto d’istinto ma tra gli ultimi che non hanno mai vinto E se a volte mi fermo è solo per la fame che mi spinge poi di nuovo presto a vagabondare Sono nato al buio di una ciotola vuota Sono il carro che ha spezzato un’altra ruota e sono esausto per il cammino ma non mi fermo perché questo è il mio destino Sono nato solo, in una notte fredda e anche se a volte capisco le regole del branco io non le posso seguire perché c’è il mio istinto che mi spinge nonostante tutto a non volere un capo e continuo a spostarmi, vado sempre ramingo tra un conflitto fratricida e un impossibile rifugio e domani è una strada senza direzione salvarmi è il mio progetto e questa coda è il mio timone Sono nato al buio di una corsia ignota Sono il musico che ha perso la sua nota e sono esausto per il cammino ma non mi fermo perché questo è il mio destino Ora sono un uomo, so un sacco di cose sui pianeti e sulla vita delle rose e se a volte inciampo, è solo perché in fondo in una notte fredda pure io sono nato lupo Sono nato al buio di una ciotola vuota Sono il carro che ha spezzato un’altra ruota e sono esausto, sì, per il cammino ma non mi fermo perché questo è il mio destino non mi fermo perché questo è il mio destino
3.
È l’amore sottile che nasce in un umido inverno con poco rumore che se fosse pesante, col clima padano potrebbe marcire e invece duole piano È l’amore sottile che teniamo nascosto agli sguardi come fosse un monile Sono labbra che si baciano svelte e non sanno capire dove vogliono andare Dove andranno mai gli amori sottili inghiottiti dal piano padano con il suo stupido senso comune che non ha niente di urbano e molto poco di umano? Stringimi piano È l’amore sottile che come un vino novello si schiude soltanto all’aprile ma a volte, ben prima, scopriamo di avere cambiato vagone E ora dove andiamo? È l’amore sottile che riempie il tuo letto di ipotesi senza proposte svanite nell’alcol di caldi divani e inattese tempeste Sei sicura che vuoi andare? Dove andrai mai con il tuo amore sottile esaltato dal piano padano? Con il tuo tenero senso del niente che combatte il declino con il tuo rendermi umano? Stringimi piano E se un amore sottile a febbraio finisce che scoppia nel cuore? E se, per una volta, te lo volessi giocare? Questo amore sottile senza parole senza parole
4.
Salperai, con il vento senza nuvole lascerai a me le briciole come a un mare senza luna o ad un nocchiero senza stelle su di una rotta impossibile Salperai verso settembre quando il vento tornerà Riderai degli amori miei impossibili senza te tutto è più squallido e non trovo la mia rotta Sono una barca senza vela che non regge la tempesta saran tristi i miei approdi quando il vento tornerà E danzerai tutta la notte con qualcuno che non sono io e sarai pioggia e sarai fuoco come il vento ti dirà Oramai ho compreso molte cose sull’essenza del tuo cuore che tu affidi alla fortuna Che fortuna ti consoli Io non posso più restare prigioniero di un amore che tu non ripagherai E danzerai tutta la notte nelle braccia dei pirati e sarai rabbia e sarai fuoco come il vento ti dirà E danzerai tutta la notte e non ricorderai il mio nome E sarai pioggia e sarai fuoco e sarai come il vento ti dirà quando il vento tornerà
5.
02:35
Ti scriverò di una notte fatta a bocconi quando la fame spalanca i portoni e la sete non lascia sedere Ti scriverò delle lacrime amare e i lampioni delle curve infuocate ai duecento come se non ci fosse un domani E mi dirai che sono troppo grande per una briciola di donna come te con la pelle di neve e le vene ossidate dalla mancanza d’amore e il poco sole e anche il poco sole se ne andrà Riparerò senza fretta i danni peggiori superando pian piano i tormenti di un’altra eroica missione E tu scuoterai la testa imprecando te stessa con lo sguardo appoggiato nel vuoto a inventarti un’altra promessa E ti dirai che sei già troppo grande per piangere sul sole che non c’è con la pelle di neve ed il ventre che profuma di notti a bocconi di poco sole quando anche il poco sole sulla pelle tua di neve sulla pelle tua di neve se ne andrà
6.
Poi viene l’ora che le mosche entrano nelle case e se non chiudi gli scuri poi arrivano le zanzare poco lontano da Mimmo ed Eva e la nespola del peccato dalla cassiera che insegue un ladro lasciando l’anima sul selciato Passano gli autobus senza sosta sul nostro viale e la mattina ancora presto si puliscono le notti brave A volte, come senza ragione, il silenzio entra dal balcone ma è solo un attimo - un cinguettio, poi ricomincia il rumore E tutto questo a pochi metri dal nostro mare che si muove immutato ricoperto dalle nostre strade fragili come l’argilla sotto al cemento tenere come l’amore che ripara gli argini E tutto questo a pochi metri dal tuo lavoro da un’inutile parvenza di novecentesco decoro fragile come le ali delle mosche bianche come gli occhi tuoi la notte, quando sei stanca Poi viene l’ora che le mosche ronzano nel tuo sudore e se non chiudi gli scuri Mimmo muore dalla paura Sei uscita prima dal lavoro, come una nespola matura lascia il ramo per andare in cerca della terra più dura E tutto questo pochi metri sopra il nostro mare laguna sotto la prateria delle nostre strade instabile come l’argilla sotto al cemento eterno come l’amore che ripara gli argini Poi viene buio e a pochi metri da Mimmo ed Eva dormiamo quieti nella notte come mosche senza un dolore Poche ore e poi il nostro viale tornerà a pulsare poche ore e torneremo a galleggiare sul nostro mare
7.
Ho iniziato a sospettare di me e ora va meglio da quando ho smesso di contare su un risultato garantito Ho imparato a sospettare di me con qualche buon consiglio Ho iniziato a sospettare di me, quando me la sento Sono vittima e carnefice, da sempre allo stesso tempo Ho imparato a sospettare di me e della mia coda al vento Come lupo nella notte non chiudo gli occhi mai Sono vigile come un falcone e non perdo il controllo, sai Sono un abile viaggiatore e mi nutro del tuo dolore Farò brandelli dell’amore che a volte mi dai Ho iniziato a sospettare di me e dei miei cenci strani Mangiavo troppa carne cruda e troppo spesso solo con le mani Ho imparato a sospettare di me e adesso ti racconto Ho iniziato a sospettare di me in un’estate amara intorbidendo la fontana di quell’acqua sempre troppo chiara Ho imparato a sospettare di me e della mia sete rara Come lupo nella notte non chiudo gli occhi mai Sono libero come un salmone e ferito non mi vedrai Sono un abile truffatore e mi nutro del tuo dolore Farò brandelli dell’amore che a volte mi dai Perciò, se mi vuoi sopravvivere, impara a sospettare di me perché le trappole che vedi sono quelle che aspettan te Respira piano, non ti far sentire mentre giaci nella radura Inizia a sospettare di me se vuoi vivere Come lupo nella notte non chiudo gli occhi mai Mi vedrai sanguinare più volte ma cadere davvero mai Sono un abile conquistatore e mi nutro del tuo dolore Farò brandelli dell’amore che a volte mi dai Farò brandelli dell’amore che a volte mi dai
8.
03:25
Gli uomini sono come il vento Per uno che parte ne ritornano cento Gli uomini sono come il sale Danno più sapore a queste tue ferite Gli uomini, mai soddisfatti non sono contenti mai Gli uomini, senza soluzioni e la vita è un trasloco in diciotto cartoni di vetro poco trasparente Molte storie irrisolte e almeno un risveglio indecente Gli uomini, come gatti soli non si divertiranno mai ma se un uomo se uno solo tra mille capirà tu capirai Gli uomini, ne hai amati tanti che in fondo è un po’ come non amarne nessuno Gli uomini che non hanno tatto ma che senza di loro il mondo sarebbe più brutto Gli uomini, sotto questo sole con un carico di guai ma se un uomo ma se un uomo tra mille capirà tu capirai
9.
Non so cosa darei per sapere a cosa pensi mentre giochi con i riccioli, i riccioli tuoi svelti con lo sguardo tra le onde a livello di più cuori Io non so cosa darei per restare ancora insieme e invece ora si va, ci si mette già in cammino che ci aspetta la città con i fiumi-detersivo Io non so cosa darei per potere dire “t’amo” senza il rischio di annegare o di suonare strano Perché in fondo lo sappiamo, sono dure le parole e non cambia la sintassi nella pioggia o sotto il sole Io non avrei mai creduto di scacciare la paura di nuotare in alto mare e mi lascio trascinare Verso te, verso il tuo tempo e le coste che conosci coltivando la speranza che guarisca la tua angoscia C’è un veliero che ti cerca ma non c’è abbastanza vento e anche i tuoni son parole che non riusciamo a dire Io non so cosa darei per entrare nel tuo sguardo per doppiare i capi ostili aspettando insieme inverno Sono come quel gabbiano che non sa la direzione Tu sei vento, sole e sale Io mi lascio trascinare Tu sei vento, sole e sale Io mi lascio trascinare Tu sei vento, sole e sale
10.
03:34
Tu e le tue scarpe di gomma, buone per ogni stagione Tu e le tue scarpe che stamane sono uscite da sole Sono devastato dal tuo odore che mi segue in ogni cantone Sanguino da ore ma continuo ad infilare quella lama nel profondo cuore Mi sono fatto uno spillone, le notti per attraversare e ti ho cinta con un filo di perle, una spina e un addio Il tuo odore non mi abbandona come un’anima con la sua pena Il cielo sanguina di pioggia e tu continui ad infilare quelle scarpe senza guardare Dove stai andando e che senso ha? Chissà se sotto alla pioggia resta un briciolo di realtà? Presto sarà Natale e già mi gira la testa per l’odore, per il fumo, per le notti di vertigine e il resto e dove stiamo andando e qual è la città dove sotto alla pioggia resta un briciolo di verità? E poi con l’anno nuovo, vedrai, si assesta tutto Tu hai le tue scarpe di gomma, io avrò il tuo odore addosso Ora sono già corroso da dentro per questa nuova esplorazione Tu e le tue scarpe stamane siete rimaste a casa Tu sei esausta e lo sento, per più di una buona ragione È meglio respirare lentamente che affondare quella lama in un altro cuore E dove stai andando e che senso ha? Chissà se sotto alla pioggia resta un briciolo di realtà? Presto sarà Natale e già mi gira la testa per l’odore, per il fumo, per le notti di vertigine e il resto e dove stiamo andando e qual è la città dove sotto alla pioggia resta un briciolo di verità? E poi con l’anno nuovo, carichi più di prima Scarpe nuove e un altro amore come un’arma nella fondina Scarpe nuove e un altro amore come un’arma nella fondina
11.
Ho bisogno di tutta la forza di questo caffè e ancora non sono certo che basterà in questa casa che odora di umido e di città e sempre più di te È difficile e meraviglioso tenerti la mano camminando sul tuo filo come se fosse il mio ma siamo artefici di un intrico inestricabile e se la vera trappola fossi proprio tu? Siamo immobili nel buio di una galleria con gli occhi puntati nello sguardo dell’altro in cerca di una direzione persi nelle vie di Firenze senza un destino Pochi passi per prendersi, nessuno per trovarsi e non ce n’è ragione Ho bisogno che mi pensi quando sei via e ancora non sono certo che basterà C’è vento sui monti impervi dei sentimenti e parla troppo di te Ieri sera ti ho morso il collo mentre piangevi soffocando le urla nel mio abbraccio migliore ma quest’autunno così tenero e caldo come un metrò non ha alcuna pietà per i vampiri che voglion te Siamo immobili nel buio di una galleria con gli occhi puntati nello sguardo dell’altro in cerca di una direzione persi nelle vie di Firenze senza un destino Pochi passi per prendersi, nessuno per trovarsi e non ce n’è ragione Torneremo a piedi piano per il nostro viale senza nemmeno le forze per un caffè Non lo so, non capisco davvero che succederà se perdessi te Stanotte siamo come lucciole fuori stagione vagoni senza passeggeri per questa città stazioni senza più arrivi né partenze Tutti in perenne ritardo, proprio come te Siamo immobili nel buio di una galleria con gli occhi puntati nello sguardo dell’altro in cerca di una direzione persi nelle vie di Firenze senza un destino Pochi passi per prendersi, nessuno per trovarsi e non ce n’è ragione Poi scriverò una canzone di rabbia e di resa squarciando il velo della coscienza ma per ora siamo ancora persi nelle vie di Firenze
12.
Sentiamoci domenica per fare il punto anche se sappiamo che sarebbe meglio sospendersi Sentiamoci domenica se non ti servo Sentiamoci domenica sempre se non mi rinchiudono Quella strada ci fa male come uno staffile quella bolgia di crocicchio dove le anime vanno a marcire questo schifo di città e la gente che sta male Sentiamoci per lavorare Usiamoci a vicenda per farci male tanto poi sappiamo che ci porgeremo le scuse Dimenticami all’alba come coi vampiri Sentiamoci domenica, basta che non sia domani Quella strada ci fa male come uno staffile e poi è sempre negli stessi posti che vado a cadere negli angoli di casa e sulla gente che sta male Sentiamoci per lavorare Ho perso il senso del tempo completamente e non so mai se sei appena uscita o stai per tornare Usiamoci a vicenda per farci bene guardando questa storia come una vera lezione Tu non sai mai decidere cosa ti piace io son pessimo nel capire quando il momento è storto E quella strada che fa male come uno staffile dove la solita gente come diavoli si trova a bere Mi viene da vomitare per come sto male Sentiamoci per lavorare
13.
04:52
Dall'autostrada al palco e viceversa senza soluzione precipito in assenza di gravità come Dedalo da un balcone e un'auto in fiamme non racconta niente più nemmeno il viaggio di chi non torna ma tu, tu mi raccogli sempre quando il vomito mi stringe i fianchi E lascia quello che vuoi io non so niente, niente, niente niente di chi sono io non capisco il perdono Sono cresciuto in assenza d'amore in un'eterna controra dei sensi una mano sulla fondina l'altra sul silenziatore e ora combatto per niente e chiedo troppo alla gente e poi combatto con sforzo sublime ma attacco troppo presto il confine E questo stronzo con la faccia da scemo mi dice: "io lavoro, tu scrivi canzoni" io gli dico: "la grappa mi uccide" e lui versa da bere E allora portami al mare Portami al mare senza costume senza maschere nere Volevo essere un uomo normale Portami al mare sul tuo asfalto silenzioso portami al mare là dove muore il fiume E se mi guardi le spalle, amore mentre cerco la direzione se barcollo mi saprai tenere se ti fermi sarò lì ad aspettare come due pini suonati dal vento o due figli dello stesso bastone Non lasciarmi diventare brutale portami al mare E allora noi sapremo senza parlare sapremo come Dedalo venuto dal mare che è il viaggio la destinazione Dal palco all'autostrada e viceversa senza una vera ragione ma quando al sole ti guardo dormire svanisce il rumore

credits

released March 17, 2017

Testi e musica: Davide Ravera; produzione artistica: Umberto Palazzo; arrangiamenti: Davide Ravera, Alessandro Marchiorri, Riccardo Cocetti; registrazione e missaggio: Davide Cristiani, Bombanella Soundscapes [Maranello, MO], tra il 3 il 26 ottobre 2016; mastering: Jim Blackwood, AZPM Mastering [Tucson, Arizona]. Label: Hazy Music; promo/press: A Buzz Supreme; Distribution: Audioglobe - The Orchard. Art direction: Fractars.

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Davide Ravera Modena, Italy

"... vuole coniare un linguaggio cantautorale puramente padano e centra il bersaglio" [Rockerilla n.439 feb2017] new album RAMINGO out 3.17.2017 produced by Umberto Palazzo. free stream from this site. label: Hazy Music; promo/press: A Buzz Supreme //

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